Forno Brisa lancia il secondo crowdfunding per realizzare nuovi progetti ad impatto positivo con un nuovo modello d’impresa
Questa volta Brisa punta a creare un’impresa collettiva insieme ad alcune delle migliori realtà della panificazione con lo scopo di realizzare un mulino, digitalizzare le imprese artigiane e aprire tanti altri negozi.

Forno Brisa, insegna commerciale di Breaders srl - società certificata B Corp® e Great Place to Work® conta 40 ragazzi sotto i 30 anni e oltre 350 soci (tra cui nomi importanti del mondo del pane e del vino come Davide Longoni, Elisabetta Foradori, Federico Orsi, Mateja Gravner, De Fermo e molti altri) - apre la sua seconda campagna di equity crowdfunding. Dopo il risultato del 2019 di 1,2 milioni raccolti, l’obiettivo è quello di raggiungere i 1000 soci e superare i 2 milioni di raccolta di capitale, a partire dal 6 Dicembre sulla piattaforma MamaCrowd
Investire nell’economia reale
Chi sceglierà di partecipare a questa nuova campagna di crowdfunding non solo diventerà socio di Breaders, ma contribuirà a rivoluzionare il trend della finanza moderna riportandola al servizio dell’economia reale, facendo un investimento ad impatto benefico della terra, di chi lavora e di chi si nutre dei loro prodotti di filiera.
Con questo crowdfunding abbiamo l’occasione di ri-abilitare la finanza, ri-affidandole la responsabilità che ha perso. Decidere dove e in cosa investire i propri risparmi è un’azione che può cambiare il mondo. A noi piace chiamarla “finanza artigiana”” dichiara Pasquale “prendendo spunto dal modello artigiano di Richard Sennett molto caro al Forno Brisa, in cui è la conoscenza a rompere la banalità del male. A differenza di ciò che succede normalmente con gli investimenti finanziari (anche se oggi ci sono molti fondi impact oriented) chi decide di investire in questo progetto avrà consapevolezza di perché e come i suoi soldi saranno investiti, sarà aggiornato sull’andamento e ne potrà andare orgoglioso. Prendere parte significa parteggiare e allo stesso tempo prendere una parte. Per noi questa quindi è un’operazione di partecipazione collettiva e di resistenza finanziaria”.
Crowdfunding: i progetti
La raccolta di capitale servirà per realizzare alcuni nuovi progetti, tra cui il grande sogno del Mulino Collettivo in Abruzzo, dove Forno Brisa coltiva già il suo grano. L’idea è quella di arricchire ulteriormente l’ecosistema già esistente e aggiungere un nuovo tassello di conoscenza e competenza nella supply chain del pane: continuare a collaborare con i mugnai con cui il forno lavora da anni, ma completare anche la propria filiera, avendo il controllo completo della produzione della propria farina.Un altro progetto centrale è quello della digitalizzazione delle imprese artigiane appartenenti al gruppo, attraverso lo sviluppo di un software customizzato per la gestione delle bakery.
Un nuovo modello d’impresa.
Il gruppo multibrand, l’impresa a più voci
Brisa ha già predisposto un piano di assegnazione gratuita di quote per le persone che hanno contribuito a costruire l’impresa con i founders.
“Crediamo nel talento e siamo grati a tutti coloro che hanno dato l’anima e sono cresciuti con noi, un modo in più per esprimere il nostro slogan “siamo tutti titolari”” dichiara Pasquale Polito, e continua “la cosa straordinaria e rivoluzionaria per il mondo dell’impresa e non solo per il settore food, è che i nostri colleghi artigiani diventano nostri soci, i nostri concorrenti, con cui corriamo insieme per un futuro migliore, per realizzare un sogno”.
“Vogliamo superare l’idea anacronistica dell’imprenditore eroe e solitario che si fa da solo. Utilizziamo una leva finanziaria - fondata come sempre sulla fiducia - per realizzare progetti e affrontare sfide che da soli sarebbe difficile - se non impossibile - affrontare”, conclude Davide Sarti.
Con questo crowdfunding comincia il percorso verso di realizzazione di un modello d’impresa a rete con visione comune e talenti specifici che, messi a sistema, sono capaci di migliorare il lavoro di tutti, generando sostenibilità, comunicazione e divertimento, tenendo ben presente che l’umanità è parte di un ecosistema complesso con cui è in debito.
“Se grazie alla prima storica campagna crowdfunding siamo diventati una società collettiva con una rete di oltre 350 soci” - ci spiega Pasquale Polito - “in questo secondo round l’obiettivo è fare un passo in più, promuovendo la nascita di un modello d’impresa di intra-imprenditori - dove non esistono centro e periferia, ma si condividono conoscenze, valori e investimenti. Citando Franco Farinelli, uno dei nostri ispiratori, “in una rete tutti i punti sono centro”.
Breaders, un player credibile
Dopo il primo crowdfunding il team di Brisa ha realizzato tutti i progetti promessi - tra cui il nuovo laboratorio, lo spaccio in Bolognina, un nuovo negozio, l’ampliamento del primo store in via Galliera, una micro torrefazione e una piccola fabbrica di cioccolato di filiera - e la crescita ha consentito ai 357 soci, in meno tre anni, una rivalutazione delle proprie quote ben oltre il 200%.
A rendere questa nuova operazione ancora più solida un team di amici e consulenti: Federico Dettori dello studio legale Gop, Carlo Stanzani, commercialista della Cst Consulting, Fabio Nalucci di Gellify, Michela Salvatelli di Hiskill, l’agenzia di comunicazione Freel, Andrea Lipparini della Bologna Business School e tanti altri. Nel 2022 inoltre, Breaders srl si è certificata anche come PMI innovativa, dando agli investitori di questo nuovo round un ulteriore motivo per supportare e contribuire a questa raccolta di capitale: accedere a importanti sgravi fiscali.
Forno Brisa è già Società Benefit, certificata da poco anche come B Corp®, ed è riconosciuta dall’anno scorso come Great Place to Work®.
Dettagli economici
Breaders ha un fatturato previsto per il 2023 di 4 milioni senza dover compiere ulteriori investimenti grazie ai nuovi negozi aperti negli ultimi mesi del 2022. La valutazione pre-money per l’aumento di capitale è di 14 milioni con alcuni vantaggi per gli anchor investors come Alicrowd, il fondo di Azimut che ha raccolto diversi milioni sul portale Mamacrowd e che ha validato il progetto. I diritti dei soci sono differenziati in base alle fasce di investimento, a partire da 240 euro, sopra i 30k, sopra i 100k e sopra i 500k. Tutti i soci hanno pieni diritti patrimoniali e liquidation preference. In allegato la tabella con il dettaglio. La raccolta minima prevista è di 1,2 milioni e la massima è di 4 milioni. In Piattaforma tutti i dettagli del piano (link).
Crediti fotografici: Azzurra Primavera